Guido CREPAX
Nato a Milano nel 1933 in un ambiente dove l’arte era respiro quotidiano, Guido Crepax cresce tra musica e sensibilità estetica: suo padre era il primo violoncello della Scala, e il ritmo del suono diventa per lui ritmo della pagina. Questa attitudine alla composizione si fonde con il rigore della laurea in Architettura nel 1958, che gli insegna a progettare non solo spazi, ma anche tavole grafiche.
Prima di approdare al fumetto, Crepax affina il suo tratto elegante nella grafica pubblicitaria, realizzando copertine di dischi jazz e campagne per marchi come Shell e Campari. Esperienze che lo preparano a trasferire l’estetica moderna nei suoi lavori più noti. Nel 1965 fa esordire Valentina Rosselli sulle pagine di Linus, inizialmente come figura di supporto. Presto però Valentina diventa protagonista assoluta: una donna “viva”, con carta d’identità, lavoro di fotografa e psiche complessa. Non un archetipo, ma un personaggio che invecchia insieme al suo autore, attraversando la società italiana degli anni Sessanta e Settanta con indipendenza e intensità. Creare Valentina significava rompere tabù, esplorare l’emancipazione femminile e trasformare l’erotismo in indagine intellettuale.
Crepax rivoluziona anche il linguaggio del fumetto, superando la griglia tradizionale. La sua narrazione assume ritmi cinematografici, frammentando l’azione in dettagli minuti — un riflesso negli occhiali, un gesto, un respiro — dilatando la percezione del tempo. Così, la vita quotidiana di Valentina sfuma nella dimensione onirica, rendendo il lettore partecipe delle sue fragilità e delle sue visioni. Attraverso di lei, Crepax fonde moda, letteratura e psicanalisi in un’arte totale, capace di intercettare le inquietudini di una società in fermento.
Crepax resta un architetto del desiderio, capace di tradurre l’estetica del Novecento in un segno eterno, lasciando un’icona di stile che continua a dialogare con la modernità.
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Milo MANARA
COD:Milo Manara nasce a Luson in provincia di Bolzano il 12 settembre 1945. Debutta alla fine degli anni ‘60 come autore di storie erotico-poliziesche. Negli anni ‘70 collabora con il Corriere dei Ragazzi ed altre numerose riviste a fumetti del periodo. Su testi di Alfredo Castelli e Mario Gomboli realizza “Un fascio di bombe”. Con Silverio Pisu dà vita a “Lo Scimmiotto e Alessio, il borghese rivoluzionario”, che segnano il suo debutto nel fumetto d’autore. Nel 1978 è la (s)volta di Giuseppe Bergman, primo personaggio di grande successo ideato, sceneggiato e disegnato da Manara. Nei primi anni ‘80 crea “Il Gioco”, storia che gli procura il successo a livello mondiale. Su testi di Hugo Pratt disegna “Tutto ricominciò con un’estate indiana” ed “El Gaucho”. È il periodo in cui crea l’iconica Miele, protagonista de “Il profumo dell’invisibile” e “Candid Camera”. Su sceneggiatura di Federico Fellini, con cui collabora dal 1987, crea due storie a fumetti: “Viaggio a Tulum” seguita da “Il viaggio di G. Mastorna” detto Fernet. Fa seguito la trasposizione fumettistica di tre classici della letteratura: “Gulliveriana”, “Kamasutra” e “L’asino d’oro”. Disegna poi tre storie di carattere sociale: “Ballata in Si bemolle”, “Rivoluzione” e “Tre ragazze nella rete”. Nel 2009 Marvel Comics gli commissiona, in coppia con Chris Claremont, una storia degli X-Men tutta al femminile, “X-Men: Ragazze in fuga”. Collabora anche con Neil Gaiman per la DC Comics. Dal 2000 Manara lavora al progetto “Il pittore e la modella”. Su testi di Alejandro Jodorowsky disegna un fumetto sui Borgia. Nel 2015, per Panini Comics, pubblica “La Tavolozza e la spada”, primo di due volumi dedicati alla vita del Caravaggio, seguito da “La Grazia”, pubblicato a febbraio 2019, anno in cui festeggia cinquant’anni di carriera professionale. Per l’occasione, il Festival de la Bande Dessinée di Angoulême gli ha tributato per la prima volta una grande retrospettiva nel corso della 46° edizione dell’appuntamento dedicato al fumetto più importante d’Europa.










